Anche Andrea Pazienza soffriva per amore.
L'ho visto in un'intervista fattagli a Lucca, da Red Ronnie quando ancora non era uno stronzo.
E Paz lo vedi lì, che è fragile.
Con quel sorriso triste, con quel modo di toccarsi i capelli.
Non riesce a pensare ad altro, e poi ci canta un'Albachiara così malinconica che se non piangi sei pazzo.
La sua versione è fottutamente migliore di quella di Vasco.
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martedì 24 maggio 2016
giovedì 19 maggio 2016
Lui che solitario si immerge nel silenzio dei boschi per lanciare richiami ai gufi
There Was a Boy - William Wordsworth
There was a Boy; ye knew him well, ye cliffs
And islands of Winander! many a time,
At evening, when the earliest stars had just begun
To move along the edges of the hills,
Rising or setting, would he stand alone,
Beneath the trees, or by the glimmering lake;
And there, with fingers interwoven, both hands
Press'd closely palm to palm and to his mouth
Uplifted, he, as through an instrument,
Blew mimic hootings to the silent owls
That they might answer him.—And they would shout
Across the wat'ry vale, and shout again,
Responsive to his call,—with quivering peals,
And long halloos, and screams, and echoes loud
Redoubled and redoubled; a wild scene
Of mirth and jocund din! And, when it changed
that pause of deep silence mock'ed his skill,
Then, sometimes, in that silence, while he hung
Listening, a gentle shock of mild surprize
Has carried far into his heart the voice
Of mountain torrents; or the visible scene
Would enter unawares into his mind
With all its solemn imagery, its rocks,
Its woods, and that uncertain heaven receiv'd
Into the bosom of the steady lake.
Fair are the woods, and beauteous is the spot,
The vale where he was born: the Church-yard hangs
Upon a slope above the village school,
And there along that bank when i have pass'd
At evening, I believe, that near his grave
A full half-hour together I have stood,
Mute – for he died when he was ten years old.
C'era un ragazzo
C'era un ragazzo: voi lo conoscevate bene, balze
e isole di Winander! Sovente,
a sera, quando le stelle avevano da poco iniziato
il loro viaggio lungo il confine delle colline,
all'alba o al tramonto, soleva starsene da solo
sotto gli alberi, o presso il corrusco lago,
e lì, con le dita intrecciate e giungendo
le palme le portava alla bocca,
e soffiava, come in uno strumento,
facendo il verso ai silenti gufi
in attesa che gli rispondessero. E le loro urla
si diffondevano nella valle acquitrinosa, e ancora urla,
in risposta al suo richiamo, con tremolanti risonanze,
gridi prolungati, e stridi, alti echi che, viepiù,
si replicavano: una scena selvaggia di tripudio
e di giocondo frastuono. Capitava che pause
di profondo silenzio irridevano alla sua destrezza,
e, allora, in quel silenzio, mentre tendeva l'orecchio
all'ascolto, con un lieve fremito di mite stupore
irrompeva, a volte, nel suo cuore la voce dei torrenti
montani, e lo scenario che gli occhi percepivano
si insinuava inaspettatamente nella sua mente
con tutte le solenni immagini, le rupi,
i boschi, e quel cielo incerto che si adagia
nel seno dell'immobile lago.
Vaghi sono i boschi e ameno il posto,
la valle dove è nato: il cimitero è sospeso
sul declivio sovrastante la scuola del villaggio,
e passando di là, lungo la riva,
di sera, presso la sua tomba
ho sostato, credo, una buona mezz'ora
in silenzio – poiché morì all'età di dieci anni.
There was a Boy; ye knew him well, ye cliffs
And islands of Winander! many a time,
At evening, when the earliest stars had just begun
To move along the edges of the hills,
Rising or setting, would he stand alone,
Beneath the trees, or by the glimmering lake;
And there, with fingers interwoven, both hands
Press'd closely palm to palm and to his mouth
Uplifted, he, as through an instrument,
Blew mimic hootings to the silent owls
That they might answer him.—And they would shout
Across the wat'ry vale, and shout again,
Responsive to his call,—with quivering peals,
And long halloos, and screams, and echoes loud
Redoubled and redoubled; a wild scene
Of mirth and jocund din! And, when it changed
that pause of deep silence mock'ed his skill,
Then, sometimes, in that silence, while he hung
Listening, a gentle shock of mild surprize
Has carried far into his heart the voice
Of mountain torrents; or the visible scene
Would enter unawares into his mind
With all its solemn imagery, its rocks,
Its woods, and that uncertain heaven receiv'd
Into the bosom of the steady lake.
Fair are the woods, and beauteous is the spot,
The vale where he was born: the Church-yard hangs
Upon a slope above the village school,
And there along that bank when i have pass'd
At evening, I believe, that near his grave
A full half-hour together I have stood,
Mute – for he died when he was ten years old.
C'era un ragazzo
C'era un ragazzo: voi lo conoscevate bene, balze
e isole di Winander! Sovente,
a sera, quando le stelle avevano da poco iniziato
il loro viaggio lungo il confine delle colline,
all'alba o al tramonto, soleva starsene da solo
sotto gli alberi, o presso il corrusco lago,
e lì, con le dita intrecciate e giungendo
le palme le portava alla bocca,
e soffiava, come in uno strumento,
facendo il verso ai silenti gufi
in attesa che gli rispondessero. E le loro urla
si diffondevano nella valle acquitrinosa, e ancora urla,
in risposta al suo richiamo, con tremolanti risonanze,
gridi prolungati, e stridi, alti echi che, viepiù,
si replicavano: una scena selvaggia di tripudio
e di giocondo frastuono. Capitava che pause
di profondo silenzio irridevano alla sua destrezza,
e, allora, in quel silenzio, mentre tendeva l'orecchio
all'ascolto, con un lieve fremito di mite stupore
irrompeva, a volte, nel suo cuore la voce dei torrenti
montani, e lo scenario che gli occhi percepivano
si insinuava inaspettatamente nella sua mente
con tutte le solenni immagini, le rupi,
i boschi, e quel cielo incerto che si adagia
nel seno dell'immobile lago.
Vaghi sono i boschi e ameno il posto,
la valle dove è nato: il cimitero è sospeso
sul declivio sovrastante la scuola del villaggio,
e passando di là, lungo la riva,
di sera, presso la sua tomba
ho sostato, credo, una buona mezz'ora
in silenzio – poiché morì all'età di dieci anni.
mercoledì 11 maggio 2016
Cosescritte
Scrivere di un amore impossibile. Di un amore privo di ricordi vissuti.
C'è questa ragazza, e un giorno le dicono che dovrà subire un intervento, che non si sa se nella sua tiroide si è formato qualcosa di brutto, quindi meglio toglierla. Sì meglio toglierla. Ma non ti preoccupare, vedrai, andrà bene. E poi c'è questo rischio, alto, che la voce possa cambiare o abbassarsi. Ma tranquila ok? E chi si preoccupa, che scherziamo?
La mente elabora, e la ragazza non riesce ad andare alle prove quella sera. I suoi amici la incoraggiano, vedrai non è nulla, ma andare a cantare è troppo complicato. Perchè per lei significa tutto.
Per fortuna c'è lui. Lui è lontano, invisibile, sconosciuto, inafferrabile, ma sempre presente. Lui "vive" nel suo cellulare (è riuscito a rendere quell'aggeggio un oggetto prezioso) e ogni tanto, diciamo anche spesso, più volte al giorno, le manda abbracci e baci e le da coraggio.
E lei è un anno che non sentiva niente ed ora sente. Sente farfalle, sente le onde, sente colori vividi e forti, sente il vento fresco sulla faccia, sente di poter correre, sente di voler prendere treni, attraversare distanze, volare lontano, trovare coraggio per fare l'impossibile.
Lui le dedica poesie, le legge racconti, le canta canzoni. Mai nella vita cazzo, mai. E ora sì. Da uno sconosciuto, bellissimo e lontano. Con la sua pelle bianchissima, i grandi occhiali, e la creatività ovunque. Perchè sembra tutto così incredibile, surreale, fuori dal tempo.
Quindi si può voler bene a una persona che non si è mai vista? A una persona che improvvisamente (diciamo anche dal nulla) ti si dedica, ti sostiene, ti dona parti di sè senza che tu minimamente glie le abba chieste?
C'è qualcosa di strano e grottesco in tutto ciò... Se un uomo che non si conosce vi inizia a dire che non vede l'ora di scrivervi e che vi pensa prima di dormire fa anche un pò paura. Fa stranuccio.
Ma non dimentichiamo il contesto. Lei sta per essere operata, ha paura, e si appiglia, si appoggia. Capita tutto nel modo e nel momento giusto e quello che poteva essere un periodo da incubo si trasforma in uno strano sogno, una sorta di film di Michelle Gondry dove improvvisamente siamo bambini, i mobili sono giganteschi e noi fuggiamo, mano nella mano, per non farci sorprendere dalla realtà.
E quel cellulare diventa la sua casa, e la ragazza non può staccarsene. Nemmeno quando è in compagnia.
E anche quando è all'ospedale, quando entra in sala operatoria, quando esce con tubi attaccati ovunque, quando le si paralizzano mani e piedi, quando non riesce a dormire perchè le sue quattro compagne di stanza sessantenni russano a cànone, il suo pensiero va a lui e tutto diventa migliore. Perchè lui appena ha tempo le scrive. E le canta i REM, e le dedica Withman e W.B. Yates. E le manda foto dei suoi animali promettendole che quando si vedranno potrà giocarci per ore. E ogni volta che si prepara un cocktail ne prepara mentalmente anche uno per lei, perchè per lui è importante che, quando potranno vedersi, quando lei starà bene, glie ne preparerà di buonissimi.
Lei passa un mese e si riprende: arriva il momento di vedersi. Perchè deve arrivare quel momento no? Cioè, che stiamo facendo? Ci scriviamo per il gusto di scriverci? Perchè se è così facevi bene a scrivere un libro, ad usare le tue belle parole per un romanzo o un racconto. Se rivolgi le tue parole a questa ragazza vuol dire che le vuoi dire proprio a lei, no?
No.
Quando arriva il momento di vedersi lui puff! Sparito. Adios senorita. Addio ciao ciao auf wiedersehen goodbye (come si usava in The sound of music).
E sembra un sogno a riguardarsi indietro, pensa lei. Pensa che forse è pazza, che quello che è successo è accaduto solo nella sua mente. Ha costruito castelli, ha edificato palazzi, ha piantato alberi e fiori in un giardino immaginario? E tutto quell'amore? Quelle poesie? Esistono o sono frutto di un'errata interpretazione della realtà?
Il cuore si spezza e da quelle macerie nasce una sorta di ossessione che mai aveva fatto parte del suo carattere. Ossessione di lui, di capire perchè. Perchè l'ha fatto? Per fare la sfilata (e qui ci starebbe bene la musica di Ok il prezzo è giusto)? Perchè ti piaceva essere letto e amato così, da me, che sono quella che tu reputi una "lettrice perfetta"?
Sì.
Rileggendo due mesi di parole emerge Narciso. E a Narciso non lo cambi. Perchè Narciso si ama troppo per pensare che ci sia qualcosa di sbagliato in lui. Ama se stesso e disprezza gli altri, anche quelli che all'apparenza sono suoi buoni amici. E forse disprezza anche la ragazza in questione, per la sua debolezza, forse, o per essersi aperta l'addome e avergli mostrato il cuore, e quindi per essersi resa vulnerabile, fragile, reale e vera. Perchè è reale e vera. Non è un software come la Johanson nel film Her. Lei esiste. E te lo ha mostrato. Narciso non si fa avvicinare. Per come la vede lui, lui sta lassù, lei sta laggiù.
Ma quello che c'è stato, c'è stato davvero, e la ragazza ora lo sa. Ci ha messo due mesi per capire che è stata sedotta per il piacere di sedurre e poi è stata dimenticata. Cancellata. Perchè non era più quella cosa leggera e distante da poter modellare a piacimento. Quando lei si presenta in carne ed ossa, con i suoi jeans, il suo peso cororeo, i capelli sconvolti, il cuore a mille, la voce tremante, il profumo di frutti, l'incantesimo si spezza e quello che credeva essere un principe azzurro in realtà è un piccolo ragazzo di 60kg, magro magro, pieno di sè, pieno di impegni, pieno di lavoro e stronzo, stronzo stronzo.
E allora tutto si riduce alle splendide parole di una canzone che le risuona sempre in testa e che dice grandi verità: "Il mooooondo non si è fermato mai un momento. La notte insegue sempre il giorno. Ed il giorno verrà. Nanananananananananaaaaaaa!"
C'è questa ragazza, e un giorno le dicono che dovrà subire un intervento, che non si sa se nella sua tiroide si è formato qualcosa di brutto, quindi meglio toglierla. Sì meglio toglierla. Ma non ti preoccupare, vedrai, andrà bene. E poi c'è questo rischio, alto, che la voce possa cambiare o abbassarsi. Ma tranquila ok? E chi si preoccupa, che scherziamo?
La mente elabora, e la ragazza non riesce ad andare alle prove quella sera. I suoi amici la incoraggiano, vedrai non è nulla, ma andare a cantare è troppo complicato. Perchè per lei significa tutto.
Per fortuna c'è lui. Lui è lontano, invisibile, sconosciuto, inafferrabile, ma sempre presente. Lui "vive" nel suo cellulare (è riuscito a rendere quell'aggeggio un oggetto prezioso) e ogni tanto, diciamo anche spesso, più volte al giorno, le manda abbracci e baci e le da coraggio.
E lei è un anno che non sentiva niente ed ora sente. Sente farfalle, sente le onde, sente colori vividi e forti, sente il vento fresco sulla faccia, sente di poter correre, sente di voler prendere treni, attraversare distanze, volare lontano, trovare coraggio per fare l'impossibile.
Lui le dedica poesie, le legge racconti, le canta canzoni. Mai nella vita cazzo, mai. E ora sì. Da uno sconosciuto, bellissimo e lontano. Con la sua pelle bianchissima, i grandi occhiali, e la creatività ovunque. Perchè sembra tutto così incredibile, surreale, fuori dal tempo.
Quindi si può voler bene a una persona che non si è mai vista? A una persona che improvvisamente (diciamo anche dal nulla) ti si dedica, ti sostiene, ti dona parti di sè senza che tu minimamente glie le abba chieste?
C'è qualcosa di strano e grottesco in tutto ciò... Se un uomo che non si conosce vi inizia a dire che non vede l'ora di scrivervi e che vi pensa prima di dormire fa anche un pò paura. Fa stranuccio.
Ma non dimentichiamo il contesto. Lei sta per essere operata, ha paura, e si appiglia, si appoggia. Capita tutto nel modo e nel momento giusto e quello che poteva essere un periodo da incubo si trasforma in uno strano sogno, una sorta di film di Michelle Gondry dove improvvisamente siamo bambini, i mobili sono giganteschi e noi fuggiamo, mano nella mano, per non farci sorprendere dalla realtà.
E quel cellulare diventa la sua casa, e la ragazza non può staccarsene. Nemmeno quando è in compagnia.
E anche quando è all'ospedale, quando entra in sala operatoria, quando esce con tubi attaccati ovunque, quando le si paralizzano mani e piedi, quando non riesce a dormire perchè le sue quattro compagne di stanza sessantenni russano a cànone, il suo pensiero va a lui e tutto diventa migliore. Perchè lui appena ha tempo le scrive. E le canta i REM, e le dedica Withman e W.B. Yates. E le manda foto dei suoi animali promettendole che quando si vedranno potrà giocarci per ore. E ogni volta che si prepara un cocktail ne prepara mentalmente anche uno per lei, perchè per lui è importante che, quando potranno vedersi, quando lei starà bene, glie ne preparerà di buonissimi.
Lei passa un mese e si riprende: arriva il momento di vedersi. Perchè deve arrivare quel momento no? Cioè, che stiamo facendo? Ci scriviamo per il gusto di scriverci? Perchè se è così facevi bene a scrivere un libro, ad usare le tue belle parole per un romanzo o un racconto. Se rivolgi le tue parole a questa ragazza vuol dire che le vuoi dire proprio a lei, no?
No.
Quando arriva il momento di vedersi lui puff! Sparito. Adios senorita. Addio ciao ciao auf wiedersehen goodbye (come si usava in The sound of music).
E sembra un sogno a riguardarsi indietro, pensa lei. Pensa che forse è pazza, che quello che è successo è accaduto solo nella sua mente. Ha costruito castelli, ha edificato palazzi, ha piantato alberi e fiori in un giardino immaginario? E tutto quell'amore? Quelle poesie? Esistono o sono frutto di un'errata interpretazione della realtà?
Il cuore si spezza e da quelle macerie nasce una sorta di ossessione che mai aveva fatto parte del suo carattere. Ossessione di lui, di capire perchè. Perchè l'ha fatto? Per fare la sfilata (e qui ci starebbe bene la musica di Ok il prezzo è giusto)? Perchè ti piaceva essere letto e amato così, da me, che sono quella che tu reputi una "lettrice perfetta"?
Sì.
Rileggendo due mesi di parole emerge Narciso. E a Narciso non lo cambi. Perchè Narciso si ama troppo per pensare che ci sia qualcosa di sbagliato in lui. Ama se stesso e disprezza gli altri, anche quelli che all'apparenza sono suoi buoni amici. E forse disprezza anche la ragazza in questione, per la sua debolezza, forse, o per essersi aperta l'addome e avergli mostrato il cuore, e quindi per essersi resa vulnerabile, fragile, reale e vera. Perchè è reale e vera. Non è un software come la Johanson nel film Her. Lei esiste. E te lo ha mostrato. Narciso non si fa avvicinare. Per come la vede lui, lui sta lassù, lei sta laggiù.
Ma quello che c'è stato, c'è stato davvero, e la ragazza ora lo sa. Ci ha messo due mesi per capire che è stata sedotta per il piacere di sedurre e poi è stata dimenticata. Cancellata. Perchè non era più quella cosa leggera e distante da poter modellare a piacimento. Quando lei si presenta in carne ed ossa, con i suoi jeans, il suo peso cororeo, i capelli sconvolti, il cuore a mille, la voce tremante, il profumo di frutti, l'incantesimo si spezza e quello che credeva essere un principe azzurro in realtà è un piccolo ragazzo di 60kg, magro magro, pieno di sè, pieno di impegni, pieno di lavoro e stronzo, stronzo stronzo.
E allora tutto si riduce alle splendide parole di una canzone che le risuona sempre in testa e che dice grandi verità: "Il mooooondo non si è fermato mai un momento. La notte insegue sempre il giorno. Ed il giorno verrà. Nanananananananananaaaaaaa!"
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martedì 5 aprile 2016
sbem
Creo que no te quiero, que solamente quiero la imposibilidad tan obvia de quererte. Como el guante izquierdo enamorado de la mano derecha.
Julio Cortázar
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Il futuro
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.
Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.
Julio Cortazar
giovedì 31 marzo 2016
swishhhhhhhhhhhh
Che cosa strana.
Ogni volta che sento questa canzone
è come se ti materializzassi qui.
E fa ridere, perchè in segreto
mi hai detto chenon sai nuotare.
Nightswimming
Ogni volta che sento questa canzone
è come se ti materializzassi qui.
E fa ridere, perchè in segreto
mi hai detto che
Nightswimming deserves a quiet night
The photograph on the dashboard taken years ago,
turned around backwards so the windshield shows.
Every street light reveals a picture in reverse
Still it's so much clearer
I forgot my shirt at the water's edge
The moon is low tonight
Nightswimming deserves a quiet night
I'm not sure all these people understand
It's not like years ago
The fear of getting caught
The recklessness in water
They cannot see me naked
These things they go away
Replaced by every day
Nightswimming,
remembering that night
September's coming soon
I'm pining for the moon
And what if there were two
Side by side in orbit around the fairest sun?
The bright tide forever drawn
Could not describe nightswimming
You, I thought I knew you
You, I cannot judge
You, I thought you knew me
This one laughing quietly
Underneath my breath
Nightswimming
The photograph reflects
Every street light a reminder
Nightswimming
Deserves a quiet night
Deserves a quiet night
The photograph on the dashboard taken years ago,
turned around backwards so the windshield shows.
Every street light reveals a picture in reverse
Still it's so much clearer
I forgot my shirt at the water's edge
The moon is low tonight
Nightswimming deserves a quiet night
I'm not sure all these people understand
It's not like years ago
The fear of getting caught
The recklessness in water
They cannot see me naked
These things they go away
Replaced by every day
Nightswimming,
remembering that night
September's coming soon
I'm pining for the moon
And what if there were two
Side by side in orbit around the fairest sun?
The bright tide forever drawn
Could not describe nightswimming
You, I thought I knew you
You, I cannot judge
You, I thought you knew me
This one laughing quietly
Underneath my breath
Nightswimming
The photograph reflects
Every street light a reminder
Nightswimming
Deserves a quiet night
Deserves a quiet night
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